A moltissimi sembrerà oltremodo tedioso, forse anche superfluo e inutile, aver fatto e continuare a fare articoli sul sole, le protezioni solari e la pericolosità dei raggi UVA e UVB. Ma non è affatto così: chi continua a redigere post sull’argomento lo fa perché conosce bene quanta ignoranza ci sia rispetto al tema. Ignoranza nell’accezione più strettamente legata all’etimologia del termine, nel senso di ignorare la questione, a volte per mancanza di informazioni, altre per impossibilità a reperirle, altre ancora per voluta superficialità e disinteresse.
Troppe persone vanno ancora in spiaggia alle 11 del mattino, per fare le lucertole sulla battigia cosparse unicamente di olio Johnson o prodotti senza SPF; altrettante sono convinte che scottarsi sia un passaggio obbligato nel meccanismo dell’abbronzatura; moltissime ancora continuano a sottoporsi in modo sconsiderato a troppe lampade UVA. Il costante lavoro di divulgazione ha dato qualche frutto: dal sondaggio promosso nell’ultimo mese dal sito www.abc-cosmetici.it e UNIPRO, finalizzato a capire quanto e come siamo informati, è emerso uno scenario abbastanza positivo.
La partecipazione al sondaggio aveva caratteristiche di volontarietà e solo chi ha ricevuto il contatto da parte dello staff del sito (tramitre Facebook e newsletter) o vi si trovava (conoscendolo preliminarmente) ha potuto rispondere alle domande poste. Sarebbe molto interessante creare un’iniziativa che preveda intervistatori che pongano le medesime domande ai bagnanti e frequentatori di piscine: non è così scontato che il risultato sarebbe altrettanto positivo.
Queste sono alcune delle domande poste:
- La protezione solare va usata anche quando si sta sotto l’ombrellone?
- Quando si è in acqua si può farne a meno?
- Cosa significa la sigla SPF?
- Cosa sono i filtri UV?
- Perché i raggi UVA e UVB sono differenti?
E veniamo ai risultati:
Oltre l’86% sa qual è la differenza tra raggi UVA e UVB; il 91% sa che il fototipo è la propria carta d’identità cutanea; meno del 50% conosce l’esatta definizione dell’SPF; il 65% sa cosa sono i filtri UV. Per quanto riguarda le modalità di utilizzo delle protezioni solari, il 67% sa che è necessario applicare nuovamente la protezione solare dopo un bagno, anche se sulla confezione c’è scritto waterproof; il 92% sa che è indispensabile applicarlo anche quando si sta all’ombra e il 93% anche quando si sta in acqua; il 94% esprime consapevolezza sulle particolari precauzioni che si devono prendere quando esponiamo i nostri bambini al sole.
Dati confortanti, risposte competenti, padronanza dell’argomento e delle sue specifiche. Ma rinnoviamo l’invito a proporre il medesimo sondaggio all’impronta e senza la possibilità di accedere, durante il questionario, a un motore di ricerca. Ancora meglio: non è l’utente medio che si approccia al sito abc-cosmetici, ma in linea di massima l’utente già abbastanza preparato, che vuole approfondire. La prova del nove sarebbe replicare l’iniziativa nelle località balneari e di ricreazione tipicamente estiva.